I coglioni (rotti) dell'europarlamentare
19/08/2009 - 12:10
Categoria: Persone
- Nel blog di: manu
Tags: Scottà
Oh! sì lo so. Lo so persino io.
Avrei potuto ('sto condizionale + il servile non promette nulla di buono) trovare una sequela di delicati o dedicati sinonimi in sostituzione del termine che funge da soggetto al titolo del post. O delle perifrasi morbide e avulse da qualsivoglia sfumatura oscena. E invece no. Non ho potuto (abbandono il condizionale per l'indicativo, che - in linguistica - è il modo della "realtà") sostituire "coglioni" con palle, marroni, testicoli, attributi, cosiddetti, zebedei, sonagli, pendolini, zuccarelli...Non ho potuto per ragioni di Stato.
Ieri sera con le amiche Francesca e Ivana ci siamo regalate una serata Sex & Serravalle (Serravalle è un quartiere di Vittorio Veneto dove in questi giorni si sta svolgendo una millenaria fiera dedicata alla martire e patrona Sant'Augusta). Siamo uscite tutte insieme appassionatamente - come ci (ri)promettavamo da settimane - e ci siamo sedute a un tavolino per un giro di birra rossa e panini col pastin.
Mentre gozzovigliavamo parlando (troppo ovvio) di maschi "lessi" (definizione di Ivana, applicata all'80 per cento del genere maschile-non-hollywoodiano), di maschi "uhm-niente-di-che-non-mi-convince-proprio" (definizione di Francesca, applicata al 90 per cento di vedi sopra), di maschi (definizione generica, da me applicata alla categoria di vedi sopra), abbiamo notato la presenza dell'ex sindaco di Vittorio Veneto Giancarlo Scottà (ora europarlamentare a Strasburgo, per grazia di qualche elettore) e del nuovo sindaco Toni Da Re.
Poiché Ivana e Francesca non conoscevano personalmente il nuovo primo cittadino ho pensato di presentarglielo. Mossa simpatica (Da Re si è rivelato disponibile e ci ha pure offerto un secondo giro di birra) se non fosse stato per l'incognita Scottà.
Il mio (si fa per dire) ex sindaco, il mio (si fa per dire) rappresentante al Parlamento europeo di fronte ai concittadini che affollavano la piazza e il chiosco che ospitavano me e le mie amcihe mi ha prima criticato per un articolo giornalistico che non aveva gradito proferendo testualmente il seguente suono onomatoperico "nz nz nz nz" e poi ha concluso il suo "discorso" con un poderoso "Mi avete rotto i coglioni", che ovviamente ha riecheggiato in piazza, nel chiosco e tra la spuma della birra alla spina. Dopo aver informato la platea cittadina della condicio sine qua non aggiustamento delle sue parti-basse, l'eurodeputato ha girato le spalle e si è allontanato evitando possibili (?) repliche, sotto lo sguardo un po' perplesso, un po' a disagio degli astanti.
Io e le amiche, impegnate in una conversazione di troppo elevato spessore, non abbiamo fatto troppo caso all'episodio. Ma ora...ora - a bocce ferme (qualunque riferimento a organi sessuali mascolini è puramente casuale) - mi chiedo se il mio europarlamentare con i coglioni rotti non soffra pene troppo infernali. Che suggerimenti dargli per aggiustare una porzione così delicata del corpo?
L'unico che mi viene in mente è dedicargli il sonetto di un geniale poeta dialettale quale Giuseppe Gioacchino Belli, che è incentrato proprio (potere taumaturgico della grande letteratura!) sui coglioni:
« Sonetto 107. Li penzieri libberi
Sonajji, pennolini, ggiucarelli,
e ppesi, e ccontrapesi e ggenitali,
palle, cuggini, fratelli carnali,
janne, 1 minchioni, zebbedei, ggemmelli.
Fritto, ova, fave, fascioli, granelli,
ggnocchi, mmannole, 2 bruggne, mi’-stivali,
cordoni, zzeri, O, ccollaterali,
piggionanti, testicoli, e zzarelli.
Cusí in tutt’e cquattordici l’urioni, 3
pe pparlà in gerico, 4 inzinent’a glieri 5
se sò cchiamati a Roma li Cojjoni.
Ma dd’oggi avanti, spesso e vvolentieri
li sentirete a dí ppuro Cecconi,
pe vvia de scerta mmerda de Penzieri. »
« Sonetto 107. I pensieri liberi
Sonagli, pendolini, giocarelli,
e pesi, e contrappesi e genitali,
palle, cugini, fratelli carnali,
ghiande, minchioni, zebedei, gemelli.
Fritto, uova, fave, fagioli, granelli,
gnocchi, mandorle, prugne, "i miei stivali",
cordoni, zeri, O, collaterali,
pigionanti, testicoli, e zarelli.
Cosí in tutti e quattordici i rioni,
per parlare in gergo, fino a ieri
si sono chiamati a Roma i Coglioni.
Ma da oggi in avanti, spesso e volentieri
li sentirete apostrofare pure Cecconi,
per via di certa merda di Pensieri. »
(Giuseppe Gioacchino Belli, sonetto n. 107, Li penzieri libberi, 21 settembre 1831)
Note dell'autore: 1 Ghiande. 2 Mandorle. 3 Rioni. 4 Gergo. 5 Ieri.

manu
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i cojoni dell'euro
Ma non è che il finale sia arrivato al termine del solito muro contro muro? Anche'io mi romperei e parliamo in figurativo (come Scottà)
Coglioni
Per farsi rompere i coglioni bisogna prima... averli. Non mi sembra che la grande politica vittoriese dell'ex sia stata così significativa. E preoccupa ancora di più il fatto che simile educato e democratico personaggio ora andrà a scaldare qualche scranno europeo (per di più con i coglioni rotti, povero lui e poveri noi). Bei rappresentanti abbiamo! Ecco petrchè le medie degli indici di gradimento dei maschietti espressi dalle nostre donzelle nei confronti di certi maschi "italioti (ovviamente il giudizio vale solo per alcuni di loro) sono così bassi, ed hanno purtroppo ragione. Vedremo di rifarci con personaggi un po' più educati quando i cittadini riusciranno ad eleggere persone che sappiano accettare la critica, quando costruttiva, come alto valore democratico ma, soprattutto, distinguere le foche dalle banane.
Manu, ti esprimo il massimo della solidarietà.
Franco
"... che palle!!"
Provo tristezza nel leggere che in un'era e in un paese che voglio credere "civili" ci sia ancora qualche "signore" che debba usare cotanta eleganza nei confronti di una signora (in un luogo pubblico ed alla presenza di diverse persone).
Provo amarezza (e vergogna) nell'apprendere che il "signore" abbia ricoperto la carica più alta nell'amministrazione di V.V. e tuttora sia un "nostro" europarlamentare.
Non conosco "nel merito" l'articolo di giornale oggetto della controversia.... conosco però il "metodo" tipico di chi non vuol saperne di discutere, non accetta le critiche, non rispetta chi la pensa in maniera diversa o sia diverso (per fortuna non siamo tutti uguali, ma soprattutto, per fortuna non siamo tutti uguali a lui!!!)
max ("il democratico educato")